ELETTROSMOG:
LE SOLUZIONI
Parti: S.p.A. T.I.M. contro Rota, Baldino, Comune di Spezzano Piccolo, ASL n. 4, Codacons Calabria; ad opponendum Codacons
Stazione radio base per telefonia cellulare –concessione edilizia- necessità della verifica e della sussistenza o meno del pericolo di interferenze dei campi elettromagnetici nei confronti di soggetto portatore d’apparecchio medico (pace-maker), controinteressato di primo grado.
Ordinanza che dispone la consulenza tecnica d’ufficio per opera dell’ASL, con deposito della relativa relazione, entro 60 giorni dalla notifica o comunicazione in via amministrativa dell’ordinanza in argomento al legale rappresentante pro tempore dell’Azienda.
E’ necessario il rispetto del principio di cautela.
Salvaguardia dei possibili effetti a lungo termine sulla salute di coloro che abitano nelle immediate vicinanze degli impianti in questione.
Il giudicante riserva ogni ulteriore statuizione sull’appello dell’Azienda, ad avvenuta acquisizione della suddetta relazione tecnica.
Commento :
Il
principio di cautela, ovvero, quel principio che tiene conto del fatto che
seppure non sia possibile, in considerazione degli studi scientifici in materia,
avere certezza assoluta del nesso di causalità tra l’insorgenza delle
malattie e l’esposizione alle onde elettromagnetiche, non si possa escludere
una
possibile connessione tra l’esposizione a lungo termine (oltre quattro ore
giornaliere) della popolazione alle onde elettromagnetiche di una certa intensità
ed il manifestarsi di alcune patologie mediche, alcune delle quali terminali,
quali leucemie e cancro, sembra aver trovato accoglimento nella indicata recente
ordinanza del Consiglio di Stato.
Fino
ad oggi, in funzione di tale principio, la giurisprudenza ha scelto degli
obiettivi cosiddetti sensibili, ovvero luoghi che devono essere
“risparmiati” dall’influsso delle onde elettromagnetiche, indicando quelli
nei quali si trovano quei soggetti, che, per le loro caratteristiche
fisiche, giovane o giovanissima età e malattia, necessitano, più di altri, di
una tutela rafforzata ed adeguata al loro stato, ovvero gli asili, le scuole e
gli ospedali.
Le
antenne ed i loro apparati devono stare ben lontani da queste aree.
Nel
caso di specie, tale principio, seppur favorito dal fatto che il soggetto
interessato è portatore di handicap, (apparecchio pace-maker), è stato
applicato oltre i confini dei cosiddetti obiettivi sensibili, che, spesso, la
giurisprudenza ha considerato come i soli meritevoli di tutela.
Si
può, quindi, senz’altro affermare come il principio di cautela, applicato ai
soli obiettivi sensibili sia assolutamente carente dal punto di vista della
tutela della salute dei cittadini, non venendo a considerare, come meritevole di
tutela, la stragrande maggioranza della popolazione.
Per
scongiurare il rischio di dover vivere, giorno e notte, sotto l’influsso delle
onde elettromagnetiche di un ripetitore funzionante nei pressi della mia
abitazione, dovrei forse sperare di poter passare le ore della giornata, diviso,
fra i giochi dell’asilo, le lezioni di scuola o di sottopormi a qualche
trattamento medico?!
I
bambini e gli adolescenti, non passano forse più tempo nelle proprie abitazioni
che a scuola?
Gli
anziani o le persone malate, non hanno forse il diritto di farsi curare e
trascorrere la loro vita nelle proprie abitazioni?
Come
è facile intuire, la cautela o la precauzione,
se rispettate ed attuate, dovranno in qualche modo trovare una loro ragione
d’essere, diversa da quella attuale.