ELETTROSMOG: LE SOLUZIONIdifenditi dall' elettrosmog

ELENCO DELLE SENTENZE

TRIBUNALE CIVILE DI CATANIA, Sez.distaccata di Adrano, Ordinanza del 12/03/2001

Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., inquinamento elettromagnetico,bassa frequenza, cabina elettrica situata a distanza inferiore a quella prevista dall’art. 5 Decr. Pres. Cons. Min. 23 aprile 1992, la domanda cautelare deve essere accolta.

 

Installazione, ad opera dell’ENEL, all’interno di un  edificio, nei locali  del piano terreno, di un cabina elettrica  per l’erogazione di energia necessaria alle esigenze di quartiere; installazione avvenuta anni addietro e situata sotto i locali dell’abitazione di Tizio.

Intervenuta morte di uno dei due genitori di Tizio, entrambi ammalatisi di carcinoma.

 

Veniva richiesto da Tizio lo spostamento della cabina con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., invocando la tutela della Salute ex art. 32 della Costituzione.

I valori di esposizione al campo elettromagnetico venivano accertati dall’ISPEL di Catania,  che, dichiarava essere questi pregiudizievoli e pericolosi per la salute, tenuto conto dei recenti studi epidemiologici in materia.

Nel corso del Giudizio l’’ENEL deduceva l’inammissibilitÓ e l’insussistenza dei presupposti cautelari, per due ordini di motivi concorrenti:1) l’essere i limiti rilevati ampiamente ricompresi nei valori di legge 2) l’essere la previsione del  D.M. 16 gennaio 1991, relativamente al rispetto di distanze minime dalle abitazioni, non applicabile, in quanto disciplinante le sole distanze  con le linee “esterne” a 20.000 Volts e  non le cabine elettriche di trasformazione.

Il Giudice, in merito al Fumus Boni Iuris, prendeva in considerazione la domanda di Tizio con riferimento alla lesione del diritto alla salute;

a) con riferimento alla distanza minima di rispetto, riteneva infondata l’eccezione sollevata dall’ENEL, in quanto risultava operativo il disposto dell’art. 5 del D.P.C.M. 23 aprile 1992, richiamante, esplicitamente, per le cabine e sottostazioni elettriche, la distanza prevista nel D.M. del 16 gennaio 1991, distanza limite di metri 3,15, nel caso di specie, non rispettata da parte resistente. Tale violazione sarebbe stata quindi, da sola, sufficiente all’accoglimento da parte del Giudice della domanda cautelare;

b) con riferimento ai limiti di esposizione al campo elettromagnetico, pur essendo, i valori riscontrati, di molto inferiori al valore limite imposto dal D.P.C.M. 23 aprile 1992 ( 1.1 microtesla rilevati, contro i 100 normati) il Giudice ha ritenuto, considerato che, dai recenti studi epidemiologici, ed in particolare dalle indicazioni dell’ISS che indica, quale soglia di sicurezza il valore di 0.2/0.5 microtesla, che, l’esposizione a campo magnetico di intensitÓ pari a 50 HZ favorisca l’insorgenza di patologie a carattere cancerogeno e leucemico. Tenuto conto, comunque, che il livello di onde radianti, registrato nell’immobile in oggetto, era superiore al valore medio di soglia; che, Ŕ stata approvata, in via definitiva, la legge quadro sull’inquinamento elettromagnetico; e che, infine, giÓ da tempo, esiste una Legge regionale, Legge reg. Veneto 30 giugno 1993 n.27 che ha recepito in pieno il valore di campo elettrico di 0.2 microtesla, consigliato quale valore di  soglia; per tali motivi, il Giudicante ha ritenuto sussistere, il requisito del fumus boni iuris, anche in mancanza di prove certe e conclamate di danno alla salute, quali leucemie e cancro, essendo sufficiente la sola probabilitÓ dell’insorgenza di tali patologie.

Viene, pertanto, ritenuto che il pregiudizio imminente ed irreparabile, presupposto del procedimento cautelare, sussiste sempre quando si tratta del diritto alla salute.

Veniva quindi ordinato all’ENEL di spostare la cabina elettrica ad una distanza minima di metri 3.15 come da D.P.C.M. 23 aprile 1992 e fissava in trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, l’inizio del giudizio di merito.

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