Roma, 27 febbraio 1998: Con il decreto interministeriale
firmato ieri dai Ministeri dell'ambiente, delle comunicazioni e della Sanità
è stato colmato il vuoto legislativo che ha consentito fino ad ora
la crescita selvaggia ed indiscriminata di antenne e ripetitori su tutto
il territorio nazionale. I valori limite introdotti dalla normativa per
l'esposizione dei cittadini all'inquinamento elettromagnetico sono piuttosto
severi. E' prevista anche la revoca della concessione per chi non rispetti
tali valori limite. 20 volt per metro: è il nuovo tetto fissato
dal decreto affinché le radiofrequenze non arrechino danni alla
salute della popolazione. Il limite è ridotto a 6 volt per metro
nel caso in cui si tratti di ripetitori tv e di telefonia cellulare installati
nei pressi di asili, scuole e ospedali. Ricordiamo che disturbi neurologici,
circolatori, alterazioni ematologiche e cefalea sono i rischi per i soggetti
sottoposti ad irradiazione in zone a medio inquinamento elettromagnetico.
La posizione del Codacons (Coordinamento associazioni difesa dei consumatori)
è critica nei confronti del decreto: anche le aree residenziali
dovrebbero essere comprese nelle zone con il limite a 6 volt. Almeno una
prima risposta alle migliaia di proteste degli italiani, comunque, il governo
l'ha data.